Chi siamo

STORIA

Il progetto in una grande storia

La storia della Fondazione Achille Grandi affonda le sue radici nella storia del Movimento aclista e della sua battaglia ormai ottantennale per la promozione degli interessi e della condizione dei lavoratori secondo l’insegnamento sociale della Chiesa.

Grandi fu forse la figura più rilevante del sindacalismo cattolico all’inizio del XX secolo: tipografo di professione, fu fondatore e poi Segretario generale della Confederazione Italiana dei lavoratori (CIL) che radunava le organizzazioni sindacali di matrice cattolica. Nel contempo, partecipò attivamente alla vita politica e fu fra i fondatori nel gennaio 1919 del Partito Popolare Italiano accanto a don Luigi Sturzo, partecipando alla stesura dell’Appello ai liberi e ai forti. Perseguitato dal fascismo, passò il periodo della dittatura in gravi difficoltà economiche, mantenendosi attento allo sviluppo della questione sociale. Nel 1944 partecipò, con il comunista Giuseppe Di Vittorio ed il socialista Bruno Buozzi, alla creazione del nuovo Sindacato unitario di tutti i lavoratori, di cui divenne Segretario generale. Con pari tempo promosse la nascita delle ACLI, di cu divenne il primo Presidente. Eletto all’Assemblea costituente ne divenne Vicepresidente, ma morì poco dopo, nel settembre 1946.

La Fondazione Achille Grandi è nata con l’intento di promuovere il confronto politico e culturale, favorire la crescita personale e sostenere la formazione delle future classi dirigenti. Ispirandosi ai valori cristiani e al metodo associativo maturato nell’esperienza aclista, la Fondazione si propone come centro di ricerca e approfondimento, dedicato alle tematiche sociali e politiche più rilevanti. Al tempo stesso, si configura come punto di raccordo con parlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali che ne condividono l’impostazione valoriale.

Formalmente costituita con atto notarile il 17 marzo 2009, la Fondazione – dapprima denominata “Fondazione Achille Grandi per il bene comune” – ha individuato sin da subito i campi privilegiati di intervento: nella messa in rete di soggetti esperti in campo sociale, sindacale, politico ed economico con l’obiettivo di elaborare idee e proposte concrete e innovative per la promozione umana e la realizzazione del bene comune.

Il bene comune non è costituito dalla semplice somma aritmetica dei vantaggi e degli interessi individuali: esso deve invece essere interpretato come un bene sociale, un bene che le persone condividono grazie alla loro attiva partecipazione alla vita comunitaria. In questo senso, la costituzione conciliare Gaudium et spes specifica che il bene comune si concreta nell’«insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente» (GS, 26).

Ne consegue allora che, mentre in un’ottica utilitarista la distribuzione e la produzione di beni risultano compatibili con l’esclusione di alcune persone, o anche di ampie fasce di esseri umani, dal godimento dei benefici correlati, nella prospettiva che la Fondazione persegue l’accento è posto sulla tendenziale “inclusione” di tutti.

Nel corso degli anni la Fondazione ha animato convegni di studio, corsi di formazione, seminari di ricerca in tutta Italia, mettendo in relazione fra di loro centinaia di persone, con l’obiettivo di strutturare una cultura del bene comune, mettendosi in relazione con altre realtà d’ispirazione cristiana o che comunque condividessero una visione del mondo ispirata ai valori contenuti nella Costituzione repubblicana.


PERSONE


RETE

Relazioni per camminare insieme

La Fondazione Achille Grandi, nata per iniziativa delle Acli, ha nel suo DNA i caratteri dell’apertura al confronto e alla ricerca in comune. Sin dalle origini, infatti, ha voluto includere nei suoi organi statutari e tra i promotori delle sue attività diverse personalità e diverse realtà culturali e associative.

Da quando è stata costituita, alla Fondazione partecipano i Circoli Dossetti, che su impulso di Giovanni Bianchi hanno raccolto operatori provenienti dall’area del cattolicesimo democratico e sociale milanese e si dedicano in prevalenza alla formazione sociale, culturale, politica.

Partecipazione originaria alla “Achille Grandi” è anche quella dell’Associazione amici della Fondazione, costituitasi tra parlamentari ed ex parlamentari di provenienza aclista.

La Fondazione è poi arricchita dall’attiva presenza di Nuovi Lavori, impresa no profit, sorta per iniziativa di Raffaele Morese e di dirigenti storici della Cisl, che promuove studi e analisi e fornisce consulenza sul mercato del lavoro e sull’organizzazione aziendale del lavoro.

Più recente, ma ugualmente assai significativo, è l’apporto giunto dal movimento dei Cristiano sociali, che ha impresso un segno nella politica italiana a partire dagli anni Novanta e che ha deciso il proprio scioglimento con il raggiungimento del proprio obiettivo, la nascita del Pd. L’atto di scioglimento è stato accompagnato dalla scelta di devolvere alla Fondazione Achille Grandi il simbolo politico-elettorale dei Cristiano sociali, l’”uomo vitruviano”, voluto dai fondatori Pierre Carniti ed Ermanno Gorrieri.

Il movimento dei Cristiano sociali non c’è più ma tanti cristiano sociali, a partire dal loro coordinatore nazionale Mimmo Lucà (ex vicepresidente delle Acli) negli anni più recenti hanno preso parte da protagonisti alla vita della Fondazione.

Ovviamente l’apertura al dialogo e alla ricerca è una sfida che continua.

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