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Di Claudio Sardo – A Vallombrosa, nel 1970, le Acli avanzarono l’“ipotesi socialista”. Fu un terremoto. Il fermento conciliare e le lotte operaie avevano rafforzato la scelta anticapitalista degli aclisti. E la crisi del centrosinistra aveva spinto Livio Labor, il presidente degli anni ‘60, a fondare il Mpl, partito nuovo collocato a sinistra. Ma Paolo VI deplorò le Acli e la Cei ritirò gli assistenti ecclesiali, difendendo l’unità politica dei cattolici. Emilio Gabaglio si dimise da presidente e vi fu una correzione di rotta ma senza abiure. Gli ideali e il coraggio di allora sono rimasti nell’identità aclista.
