Maria Fortunato. La prima Vice-Presidente Acli

Archivio Storico Acli

Il quarto appuntamento del ciclo “Una vita per le Acli” è dedicato al ricordo di Maria Fortunato, prima vicepresidente donna delle Acli e pioniera dell’emancipazione femminile, la cui eredità continua a plasmare il cammino dell’Associazione

Nel corso dell’incontro si è delineata la figura di Maria Fortunato. Attraverso la sua vita si attraversa la storia del Paese. Lei si definiva ‘compagna di viaggio dei non troppo ubbidienti’, facendo riferimento a persone come Tina Anselmi e Giorgio La Pira. È stata la prima vicepresidente delle Acli, la prima ad introdurre le quote in assemblea, la prima responsabile del Coordinamento Donne. Fuori dalle Acli, lavorò alla creazione del primo consultorio nazionale. Era un’innovatrice e come tale si spese su tre fronti: movimento femminile, settore città e politica di autonomia delle Acli. Il suo ideale di vita fu quello di ‘contribuire ad avvicinare il mondo del lavoro alla comunità cristiana’. 

 Nel suo intervento il Presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia ha ricordato Maria Fortunato come una persona forte che si è spesa per le Acli in un momento complicato. “Ha svolto un ruolo non solo formale ma sostanziale, facendo anche un percorso spirituale nelle Acli. Aveva una grande fede: sapeva unire le ragioni della fede alla radicalità delle scelte di vita quotidiana. Il suo impegno ci insegna a coinvolgere la nostra vita spirituale in quello che facciamo, rendendo ogni nostro gesto un dono al Signore che ci dà la forza di portare avanti grandi progetti e il coraggio di superare le difficoltà”. 

Franco Passuello, Presidente nazionale delle Acli dal 1994 al 1998, ha parlato del rapporto personale con Maria Fortunato: “Maria è stata una delle più influenti dirigenti dell’Associazione perché era stimata, amata e si trovò a gestire il settore città nel momento delle grandi lotte per la casa. Era una consacrata e una donna di sinistra ed è stata anche emarginata per questo. Aveva un carisma dolce ma era anche capace di determinazione. Ci legava una amicizia fraterna”. 

Maria Grazia Fasoli, docente della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” e già alla guida del Coordinamento Donne delle Acli dal 2004 al 2010: “Maria Fortunato è una madre simbolica della nostra associazione ed è stata non solo la prima donna vicepresidente, ma la prima donna anche in altri ambiti. Le donne rappresentano, cioè fanno presente, una differenza e una parzialità e stimolano gli uomini a riconoscere la loro parzialità. Questa fratellanza inquieta tra uomini e donne e questa sorellanza inquieta tra donne sono estremamente congeniali alle Acli che sono inquiete per loro natura. È una inquietudine creativa che ci fa autentici come credenti, come cittadini di questo Paese”. 

Silvia Sandri, ex presidente del Coordinamento Donne di Trento, ha concluso l’incontro con una riflessione sul contributo di Fortunato alle battaglie femminili: “Per Maria fare politica era costruzione del senso comune, assunzione di responsabilità e di rischio, capacità di ascolto e conoscenza delle ragioni degli altri. Aveva una particolare attenzione alle donne impegnate a lavoro e dentro casa. Già negli anni ’60 sollecitava l’introduzione dei congedi parentali. Persone come Maria vanno ricordate non solo per il loro impegno e umanità ma anche perché hanno saputo formare e dare la giusta carica alle altre donne per continuare a lavorare contro tutte discriminazione”. 

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