E’ una delle figure più rappresentative della storia delle Acli, alla cui organizzazione ha dato un contributo importante come dirigente locale e nazionale. Da ricordare il suo impegno per la redazione e l’approvazione dello Statuto dei lavoratori
Nato a Fiumicello, in provincia di Udine nel 1919, giovanissimo nel dopoguerra si impegna alla costruzione e allo sviluppo delle Acli nella Bassa Friulana, assumendo la presidenza dei circoli del suo paese e di Cervignano del Friuli. Dal 1948 al 1954 è presidente delle Acli friulane e successivamente assume l’incarico di Segretario nazionale nella presidenza di Dino Penazzato (1954-1960).
Dopo il Congresso di Bari del 1961 fu nominato vice-Presidente nazionale, assumendo la direzione dell’Enaip e della rivista Azione Sociale, fino alla sua elezione a senatore della Repubblica nel 1968.
Eletto nelle liste della Democrazia Cristiana nel collegio operaio di Monza, durante il suo mandato parlamentare durato due legislature dal 1968 al 1976, particolarmente apprezzato fu il suo impegno per la redazione e l’approvazione dello Statuto dei lavoratori e della riforma pensionistica, in costante raccordo con gli orientamenti di politica sociale espressi negli anni dalle Acli.
Nel 1972, dopo le vicende che avevano provocato il ritiro del consenso e la deplorazione delle Acli da parte di Paolo VI in seguito alla paventata svolta socialista della presidenza Gabaglio, di fronte al verificarsi di pericolose ed estese scissioni, Pozzar aveva ritenuto doveroso un impegno diretto per evitare ulteriori lacerazioni. Per questo costituì il gruppo “Iniziativa di base”, la cui corrente diventò essenziale, dopo il Congresso dell’autunno 1972, per comporre una nuova presidenza guidata da Marino Carboni, che si proponeva una profonda revisione della precedente linea politica e culturale per riacquistare prestigio e cittadinanza nel mondo cattolico italiano.
Conclusa l’esperienza parlamentare Pozzar comparirà da protagonista nella vita delle Acli anche negli anni successivi, sempre riconfermato consigliere e membro dell’esecutivo nazionale, sino al Congresso del 1989, quando rinuncerà a presentare la propria candidatura per lasciare spazio a più giovani energie e a nuove esperienze.
Pozzar, inoltre, ha contribuito alla conservazione della memoria aclista pubblicando scrupolose e documentate ricostruzioni storiche delle vicende che lo videro attivamente presente prima negli anni della nascita e poi dello sviluppo del movimento, riassunte in due volumi: La corrente sindacale cristiana e Quarant’anni di Acli.
In un tempo segnato da incertezze e polarizzazioni, la figura di Vittorio Pozzar si inserisce in quella tradizione aclista che vede nell’impegno quotidiano, nella prossimità alle persone e nella fedeltà ai valori costituzionali e solidaristici la chiave per costruire una società più giusta. Un impegno concreto, che continua a dare senso e prospettiva all’azione delle Acli nel presente.
