Il laburismo dei cattolici

Giovanni Bianchi

Tra eredità cattolica e tensioni politiche, il laburismo cristiano riemerge come filone carsico: alternativo e controverso, ma ancora capace di ispirare il presente

«La pista che conduce alle miniere e agli incunaboli di “quella specie di laburismo” consente di rintracciare nell’oggi e in avanti esperienze, nel civile e nel politico, che a quella specie di laburismo fanno, non sempre con piena consapevolezza, riferimento e che quelle forme di laburismo continuano ed innovano…».

Il termine laburismo ha per la vicenda dei cattolici italiani una densa duplicità. È senz’altro alternativo alla socialdemocrazia e al marxismo “diluito” che in essa si trova nel nostro dopoguerra e che suscita atteggiamenti di antagonismo.
Qui si tratta di opposizione vera e di autentica irriducibilità. La stessa che semanticamente separa l’aggettivo riformatore (sturziano) dall’aggettivo riformista (di ascendenza socialista).
Ma poi il discorso si complica intorno alla figura di De Gasperi, quasi assumesse nel pensiero dello statista trentino prima la faccia di una medaglia e poi quella opposta. De Gasperi, infatti, prima tiene ufficialmente a battesimo il termine “laburismo cristiano”, e poi lo allontana da sé, fino ad esorcizzare quella alternativa rappresentata da Dossetti, Pastore e Romani, cui Vincenzo Saba ha dedicato un corposo lavoro. Un lavoro di scavo ed elaborazione che sarà bene continuare.

Giovanni Bianchi, Il laburismo dei cattolici, Eremo e metropoli edizioni, 2015
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