L’esortazione apostolica Dilexi te, pubblicata il 4 ottobre 2025 da Leone XIV, rappresenta il primo grande testo del suo pontificato
Il documento raccoglie e completa una riflessione iniziata da Francesco prima della sua scomparsa, ponendosi come una testimonianza spirituale e sociale dell’amore di Cristo, che si manifesta in modo concreto nella cura dei poveri e dei più fragili.
Presentando un testo di straordinaria attualità il papa prosegue sulle orme di un magistero capace di interpellare non solo la comunità cristiana, ma ogni donna e uomo del nostro tempo. Il documento assegna ai poveri un posto speciale nella vita della Chiesa, non come destinatari passivi di assistenza, ma come protagonisti di una rinnovata evangelizzazione e via di santità. In continuità con l’eredità spirituale di papa Francesco, Leone XIV propone una visione teologica, storica e pastorale dell’amore verso i poveri, indicando questa scelta preferenziale come chiave per il rinnovamento ecclesiale.
L’Esortazione, inoltre, analizza le cause profonde della povertà, individuandole in scelte economiche che hanno posto il profitto e l’interesse privato al centro, generando quella “cultura dello scarto” che condanna milioni di persone alla fame e alla perdita di dignità. Come ha scritto Antonio Russo Giovedì 16 ottobre 2025 su Avvenire in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, i numeri ci parlano chiaro: oltre 700 milioni di persone vivono in condizioni di indigenza estrema, mentre nell’Unione europea la povertà colpisce circa 123 milioni di cittadini. In Italia, sei milioni di persone si trovano in povertà assoluta, tra cui un milione e 300mila minori privati di prospettive di crescita. Dati che non lasciano spazio a giustificazioni e che richiedono politiche coraggiose e durature.
Nei capitoli centrali del documento, il papa sottolinea che i poveri non sono “un caso”, né frutto di un destino cieco: la loro condizione interpella le coscienze e chiama tutti – governanti, istituzioni, società civile – a scelte decisive. La povertà non è colpa di chi la subisce, ma di sistemi economici predatori e politiche incapaci di tutelare i più fragili. Per questo, Dilexi te invita a superare divisioni ideologiche e a scrivere regole condivise che guardino oltre le contingenze politiche, in nome di una giustizia sociale che restituisca dignità e speranza.
In un tempo segnato da conflitti e disuguaglianze crescenti, l’Esortazione traccia un solco profondo: ripartire dagli ultimi non è solo un imperativo evangelico, ma la condizione per costruire una società più umana e solidale. Dilexi te è, in definitiva, un appello a riconoscere nei poveri il volto di Cristo e a trasformare questa consapevolezza in scelte concrete, capaci di seminare speranza nelle vicende del nostro travagliato tempo.
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