Pubblicato “Un codice per una nuova Europa” volume che raccoglie il lavoro di oltre 120 esperti e il contributo di 38 realtà laicali. Un’opera corale, nata da un percorso di confronto avviato nel 2023
Dall’eredità del Codice di Camaldoli a una nuova idea di Europa, fondata sulla pace, sulla dignità della persona, sui diritti e sulla responsabilità verso le future generazioni. È questo l’obiettivo di Un codice per una nuova Europa, il volume pubblicato dall’Editrice Ave che raccoglie il lavoro di oltre 120 esperti e il contributo di 38 realtà laicali. Un’opera corale, nata da un percorso di confronto avviato nel 2023 e pensata come strumento di riflessione e, soprattutto, di azione sul futuro dell’integrazione europea.
Il libro, curato da Paolo Magnolfi, Sebastiano Nerozzi e Nicoletta Parisi, è pubblicato in edizione bilingue italiano-inglese e si apre con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Al suo interno trova spazio anche un contributo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal titolo Il mondo ha bisogno dell’Europa.
Il progetto affonda le proprie radici nella storia. Nell’estate del 2023, a ottant’anni dalla stesura del Codice di Camaldoli, un gruppo di studiosi, esponenti della società civile e rappresentanti del mondo associativo si è riunito nel monastero del Casentino per interrogarsi sulle prospettive del continente. Il documento del 1943, elaborato da intellettuali cattolici mentre la Seconda guerra mondiale era ancora in corso, rappresentò allora una riflessione sulle basi morali, sociali ed economiche della futura ricostruzione democratica italiana.
Da quella esperienza è nata l’idea di una “Camaldoli europea”, capace di trasferire quello stesso spirito di speranza e responsabilità sul piano continentale. Il percorso ha portato nel settembre 2025 alla presentazione del nuovo documento, oggi raccolto nel volume.
Nella prefazione, il cardinale Zuppi richiama proprio la necessità di recuperare il senso originario del progetto europeo. L’Europa, sottolinea, è nata come risposta alla guerra e non soltanto come progetto economico. Per questo, secondo il presidente della Cei, deve tornare a essere un’unione di popoli, capace di superare la logica degli interessi nazionali e di rafforzare una politica estera comune, una difesa condivisa orientata alla pace e il ricorso al dialogo, al diritto internazionale e al multilateralismo.
Al centro della riflessione c’è anche la dimensione sociale. Un’Europa realmente unita, si sostiene nel documento, non può dimenticare i più fragili, i migranti e le persone che arrivano alle sue frontiere in cerca di futuro. La costruzione europea deve quindi recuperare un’anima, intesa come capacità di mettere la persona e la sua dignità davanti agli interessi economici e politici.
Il nuovo Codice si rivolge in particolare ai giovani e a quelli che vengono definiti “i costruttori del domani”. I tre curatori spiegano infatti la necessità di unire competenze e idee per delineare una visione dell’Europa capace di ripartire dalle proprie radici e portare a compimento il processo di unificazione. Un progetto che si propone di coinvolgere non soltanto le istituzioni europee e nazionali, ma anche partiti, sindacati, categorie produttive e società civile.
Il documento è articolato in tre parti e dieci sezioni tematiche. Si parte dalle radici del progetto europeo e dalle sfide del presente, per arrivare ai principi etici e culturali sui quali costruire una nuova Europa e al rafforzamento delle sue istituzioni democratiche. L’ultima parte affronta invece questioni concrete: il declino demografico e il modello sociale, un’economia sostenibile e inclusiva, la tutela dell’ambiente e le politiche climatiche, fino alla costruzione della pace e alla condivisione della sicurezza.
L’obiettivo dichiarato non è dunque quello di consegnare un documento conclusivo, ma di aprire un percorso. Un “innesco di un cammino”, come lo definiscono i curatori, destinato ad allargarsi e a raccogliere nuove competenze e prospettive.
In un’Europa attraversata da guerre, tensioni geopolitiche, crisi demografiche, disuguaglianze e nuove spinte nazionalistiche, Un codice per una nuova Europa prova così a riportare al centro una domanda essenziale: quale Europa vogliamo costruire? La risposta proposta da Camaldoli parte dalla convinzione che il futuro del continente non possa essere affidato soltanto alle istituzioni, ma debba coinvolgere la responsabilità di ogni cittadino. Una sfida politica e culturale che guarda al passato per immaginare, con maggiore consapevolezza, l’Europa di domani.
Un codice per una nuova Europa | Editrice Ave
- Giulia Tarda: Giornalista – Fondazione Achille Grandi
