Achille Grandi, le radici della democrazia

Giulia Tarda

A ottant’anni dalla scomparsa di Achille Grandi, fondatore e primo presidente nazionale delle ACLI, prosegue il percorso di iniziative promosso per ricordarne la figura e il prezioso contributo alla storia democratica e sociale del Paese. Il prossimo 18 novembre, a Roma, nella Sala della Regina della Camera dei deputati, si terrà il secondo convegno nazionale dal titolo «Achille Grandi. Le radici della nostra democrazia».

L’appuntamento intende approfondire l’eredità umana, spirituale e politica di uno dei protagonisti del cattolicesimo sociale italiano. Figlio di una famiglia operaia, Grandi militò nel Partito Popolare di don Luigi Sturzo, si oppose al fascismo e contribuì alla ricostruzione del sindacato unitario. Fu membro della Consulta nazionale e vicepresidente dell’Assemblea costituente. Morì il 28 settembre 1946, prima di poter assistere all’approvazione della Costituzione alla cui elaborazione aveva partecipato.

Il convegno romano si articolerà in due momenti. La prima sessione sarà dedicata a un dialogo sull’attualità del pensiero di Grandi e sui valori che hanno guidato il suo impegno, tra cui la coerenza tra fede e vita, l’autonomia delle organizzazioni sociali e la capacità di costruire unità tra culture politiche differenti. Hanno confermato la propria presenza il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e Giuliano Amato, presidente emerito della Corte costituzionale.

La seconda parte avrà invece un taglio storico e ripercorrerà le principali tappe della sua vita: dalle origini tra Como e Monza all’impegno nel cattolicesimo sociale, dall’opposizione al fascismo alla fondazione delle ACLI e alla partecipazione alla stagione costituente.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso commemorativo che proseguirà anche nel 2027. La prima tappa si è svolta il 3 ottobre a Como, città natale di Grandi, con il convegno nazionale «In cammino con Achille Grandi. Ottant’anni dopo: domande e letture dalla nostra storia».

A ottant’anni dalla sua morte, il suo pensiero conserva una forte attualità: la democrazia ha bisogno di solide radici sociali e il lavoro rappresenta una dimensione essenziale della dignità della persona e della piena cittadinanza. Un’occasione, dunque, per riscoprire le fondamenta della nostra Repubblica e riflettere sul loro significato per la società contemporanea.

Considerato il numero limitato di posti disponibili, è richiesta la conferma della partecipazione attraverso il modulo di iscrizione, accessibile anche tramite il QR code presente sulla locandina.

  • Giulia Tarda: Giornalista – Fondazione Achille Grandi

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